Il LAMBRUSCO che non ti aspetti

Il vino emiliano più famoso al mondo! La storia del Lambrusco parte già da Virgilio e Catone, i quali narravano di una “Labrusca vitis”.

Ancora oggi la produzione si concentra in Emilia-Romagna, in particolare nelle aree di Modena, Reggio Emilia e Parma. Tuttavia, con “Lambrusco” non si descrive solo un vitigno, bensì una famiglia, molto diversi tra loro, ma con la stessa natura genetica. Le tipologie:

  • Lambrusco di Sorbara DOC, personalmente il mio preferito! Il territorio d’elezione è la porzione di zona compresa tra i fiumi Secchia e Panaro, qui i terreni sono sabbiosi, e ne deriva la spinta di acidità di questo Lambrusco. Non posso non citare il protagonista dell’articolo, come vedete in copertina, Cantina Paltrinieri con il suo Leclisse. Colore rosa cipria, perlage fine e persistente, una vera spremuta di limone e melograno!
  • Lambrusco Grasparossa di Castelvetro: la zona di produzione è più ampia, da Modena fino all’Appennino Tosco-Emiliano. Il vino risulterà più scuro, tannino più deciso, note di mirtillo e mora.
  • Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC, dal colore rubino intenso, note di lampone, ciliegia e mora. Una via di mezzo tra i due sopra, un “democratico”.
  • Colli di Scandiano e di Canossa DOC, dotato di grande finezza.
  • Modena DOC: dal rosato al rubino e al porpora.
  • Reggiano DOC: vino pulito dal grande equilibrio tra acidità e tannini.

Per quanto riguarda l’abbinamento cibo-vino? Non focalizzatevi troppo sulla cucina emiliana, tortellini e zampone, ma spaziate anche su un accostamento più ardito, ad esempio con cibi etnici e sentori di mare.

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